Forse riconosci l’immagine qua sotto, un fermo immagine che io stessa ho scattato con il mio cellulare, mentre guardavo il celeberrimo film “The Wolf of Wall Street”.

Dalle pettinature e dall’abbigliamento potrai notare che era il 1990 circa.

Jordan Belfort, interpretato da Leonardo Di Caprio, va su tutte le furie quando legge il giornale, che parla della sua società di brokeraggio a Wall Street appellandola come disonesta e scrivendo che lo stesso Belfort è “un Robin Hood che ruba ai ricchi per dare a se stesso”.La moglie, con molta calma, mentre fa colazione, cerca di tranquillizzarlo dicendogli: “Io so per certo che non esiste la cattiva pubblicità”.

Cosa c’è di sbagliato in questa frase?

Niente.

Non c’è niente di sbagliato perché siamo all’inizio degli anni ’90.

La Stratton Oakmont è un’azienda che Belfort ha fondato nel 1989, epoca in cui il concetto di “l’importante è che se ne parli” poteva ancora avere senso, in un momento storico in cui gli imprenditori più audaci dicevano per telefono: “Ok, ti compro diecimila dollari di azioni” e una segretaria poteva sollevare una cornetta tramite cui, senza alcuna registrazione telefonica, si faceva dare gli estremi bancari per prelevare come se niente fosse i diecimila dollari dal conto del malcapitato, per investirli in Penny Stock, piccole aziende (non esisteva ancora quello che ora è il concetto di startup) destinate a fallire, con provvigioni per i broker fino al 50%.

Quella era la realtà.

Quelli erano gli anni 90’.

Quello era il periodo in cui poteva aver senso una frase come “l’importante è che se ne parli”, quando c’era ancora posto per un leader di settore tra le piccole aziende, per i leader di territorio, quando non c’erano quelli che ora sono i tuoi concorrenti.