In questo articolo voglio approfondire un argomento che mi sta particolarmente a cuore, in quanto una delle domande che mi vengono poste più spesso è: “Perché non pubblichi mai analisi di brand famosi?”.

Ebbene, la risposta è semplice: non appartengo a nessuna delle due categorie di persone che si cimentano nelle sopracitate analisi.

Sì, so che ti starai chiedendo: “E quali sarebbero queste due categorie?”, quindi ti rispondo subito:

  • La prima, quella che io personalmente seguo assiduamente sui Social e della quale ho grandissima stima e considerazione, è quella alla quale appartengono i professionisti che parlano con cognizione di causa, che fatturano milioni e/o sono in grado di far fatturare milioni alle aziende alle quali offrono le proprie consulenze. Da questa categoria di professionisti io studio quotidianamente, e sono ben felice di pagare i loro corsi anche svariate migliaia di euro a weekend, ben conscia del fatto che tre giorni trascorsi ad apprendere i loro insegnamenti hanno un valore inestimabile per me e di conseguenza per i miei clienti.
  • La seconda, invece, è la categoria dalla quale mi dissocio e dalla quale penso di essere lontana anni luce (e non solo): sto parlando di tutti quei ragazzini alle prime armi che non hanno mai messo piede in un’azienda (di quelle che fatturano veramente) e che, privi di alcuna esperienza o conoscenza reale, farciscono i propri post di frasi liberamente estrapolate da blog e siti di Marketing prevalentemente americani, e casi studio presi qua e là sul web, gonfiandosi il petto mentre analizzano con frasi prese dalle teste di altre persone brand enormi e aziende dai fatturati milionari. Bada bene, si tratta sicuramente di brave persone, ragazzi volenterosi e appassionati, che però hanno imboccato una strada semplice: hanno voluto saltare la gavetta (fondamentale, a parer mio) e auto-assegnarsi un’autorevolezza che altrimenti non avrebbero mai potuto avere, in quanto assolutamente privi di un elemento a mio avviso indispensabile sul curriculum di un Marketer autorizzato a farsi pagare: i risultati tangibili.

L’autorevolezza è importante, è fondamentale, certo, ma non può essere artefatta, dev’essere basata su risultati veri, certi e documentati.

Prima di raggiungere i risultati di cui oggi parlo a testa alta, prima di incassare un solo euro, ne ho investiti migliaia di tasca, grazie al mio sudore versato consegnando volantini con lo zaino, pizze con lo scooter, vendendo fiori al mercatino. Le soddisfazioni e i risultati non sono arrivati subito, certo, c’è voluto tempo e sacrificio, tanto sacrificio, ma oggi posso dire che le tantissime recensioni (reali) dei miei clienti parlano per me, e sono la testimonianza più importante e più bella che si possa ricevere.

Il lavoro del Marketer non è semplice, ma non è attraverso le scorciatoie e le recensioni ricevute in cambio di consulenze scadenti che si raggiungono i propri obiettivi professionali, bensì grazie a un percorso di studio e gavetta, contornato da una cospicua dose di rispetto, etica e onestà.