Ciao, sono Elena Setzu, Consulente Marketing basata in Italia, a Londra e a Malta.

Se ti stai chiedendo cosa c’entri un gregge con i Social, è presto detto.

Immagina di essere al mercatino del tuo paese, e di passeggiare tra le bancarelle. Eccone una, lì di fronte a te: non sai cosa vende, ma c’è una gran folla davanti. Una folla di persone non troppo diverse da te anagraficamente. Magari anche del tuo stesso sesso.

Continui per la tua strada oppure in preda alla curiosità, ti avvicini per vedere cosa attrae tutte questa gente?

Io conosco bene la risposta.

Ciò accade perché inconsapevolmente, abbiamo sempre bisogno del gregge, ed il gregge influisce sempre su di noi.

Pensa per un attimo agli influencer: sono sicura che tu ne conosca o addirittura ne segua qualcuno con un po’ di interesse.

Supponiamo che esista un prodotto, in vendita, che non conosci bene ma che potrebbe risolverti un problema o interessarti fortemente.

Questo prodotto, attraverso una sponsorizzazione Social, ti viene mostrato da un influencer di cui non hai mai sentito parlare, e di cui ignori l’esistenza. Un’ora dopo, il medesimo prodotto ti viene esibito da un influencer che segui, o che i tuoi amici seguono, o di cui senti parlare spesso.

Concordi con me sul fatto che il livello di interesse e curiosità che automaticamente ti si innesca, è differente tra le due?

Bada bene: l’influencer in questo frangente, altro non è che il massimo rappresentante di tante persone simili a te, ne è l’espressione.

Non serve essere un Consulente Marketing per comprendere questo passaggio, ma voglio comunque comunque farti un esempio più circoscritto.

Senti parlare di un nuovo ristorante, hai la tentazione di andarci, ma tra una cosa e un’altra, non ci vai. Ti dici che poi un giorno ci andrai, ma non hai urgenza o priorità.

Inizi a vedere costantemente attività social del ristorante, e fino a qua va bene. Riesci a resistere alla tentazione di addentare quei piatti dal bellissimo aspetto.

Poi, ad un certo punto, inizi a vedere attività di community: persone che ci vanno a mangiare e si taggano, persone che ne condividono i post, e che dicono di averci fatto un’ottima esperienza.

E supponiamo che ancora tu non abbia deciso di andarci, ma che ti limiti a classificare quel ristorante, nella tua testa, come “il nuovo posto in cui si sta benissimo”.

E’ venerdì e stai pensando ad organizzarti il week end. Il tuo collega, la tua amica, o una persona che conosci, taggano il ristorante in un post, hanno delle foto, ci sono andati, sono contenti.

Ecco, è a questo punto che premi il bottone “Chiama” sulla fanpage del ristorante, e prenoti. E ciò, ad eccezione di eventi di forza maggiore (ad esempio: allergie, problemi economici, altri impegni…) accade quasi matematicamente.

E’ il calcio di rigore andato a segno dopo una lunga azione.

Vediamo ora in breve il comportamento opposto.

Hai intenzione di partecipare ad un corso di formazione, con un po’ di scetticismo, il prezzo da pagare è importante per le tue tasche. Supponiamo che non accada nulla di quanto scritto sopra, ma che anzi, il formatore pubblichi sui social un avviso: “Alcune persone hanno cancellato la loro prenotazione, quindi i posti liberi sono aumentati”.

Cosa farai?

Inizierai a chiederti come mai hanno cancellato, cosa ci sia sotto, se è una fregatura, se è deludente, e così via.

I 3 esempi riportati sopra, sono dei casi di effetto gregge (o effetto calamita), che abbraccia la stragrande maggioranza degli esseri umani aperti ai rapporti personali.

Ma andiamo al dunque…

Come puoi sfruttare l’effetto gregge per la tua attività?

Se il tuo Consulente Marketing non ti ha mai parlato di questa possibilità, te lo spiego io.

Innanzitutto, devi fare in modo che a livello Social, i tuoi post coinvolgano delle nicchie e siano predisposti per essere condivisi e per avere costanti interazioni.

I passi successivi sono:

Strutturare l’attività social in modo che il tuo cliente percepisca che tante persone simili a lui si trovano bene con te (non limitarti a curare recensioni e Feedback, ma agisci in modo da “sbattere in faccia” la tua realtà ai potenziali clienti anche quando non ti stanno cercando, e quindi non sono predisposti a sfogliare le tue recensioni).

Creare appartenenza con i tuoi clienti, appartenenza che deve essere evidente tramite i social anche agli occhi di chi ama (o ne ha bisogno) prodotti come il tuo ma ancora non ha deciso di acquistare da te.

Fai in modo che nella mente delle persone, acquistare da te equivalga ad acquistare nella bancarella che attrae la folla.

Focalizzati sulla qualità e non sulla quantità: tra i miei clienti, quelli che grazie alle attività di community hanno i risultati migliori, non hanno gruppi da migliaia di iscritti o post con dozzine di commenti, fanno community in piccolo, e per questo macinano risultati.