No, non mi hanno arrestata e no, non sono mai stata detenuta! Ogni volta che dico “Ero in carcere” la gente mi guarda male!
Semplicemente sono stata convocata dal carcere di Nuoro (oramai già due anni e mezzo fa) per insegnare Marketing ai detenuti dell’Alta Sicurezza, grazie alla lettera che uno di loro mi inviò dopo aver letto una mia intervista a pagina intera sull’Unione Sarda, uno dei pochi mezzi di informazione di cui lui e gli altri detenuti del reparto, dispongono.

Nel mio libro, Presenza Online Efficace, che ha avuto un buon successo a livello nazionale, racconto bene del carcere e della mia esperienza, se vorrai leggerne di più.

Ciò che voglio condividere con te oggi è un bellissimo dono che quella realtà mi ha regalato: quando arrivai, la prima volta, avevo un’ansia da prestazione mostruosa. Avevo preparato tutto un glossario super elaborato, parlava di SEO, design, codice, ranking, engagement… Ero super preparata.

Feci l’appello e notai fin da subito che c’erano in aula alunni di 30-35 anni, ma anche di 60-65. Al che, con la voce tremolante, chiesi: “Scusate, ma da quanto tempo siete detenuti?”

Silenzio.

“18 anni”. “25”. “10”. “1”. “16”.

“Quanti di voi saprebbero usare Google?” Tre mani alzate, su 25. Più qualcuna un po’ tremolante e indecisa.
Capii che non potevo parlare in linguaggio tecnico, non potevo non farmi capire. Usai quindi quelle 3 ore per fare un punto della situazione sul livello di conoscenza di ognuno di loro. Tornai a casa e non mi diedi pace. Non potevo usare internet là dentro, persino il mio cellulare doveva rimanere all’ingresso, negli armadietti. Avevo solo un computer privo di ogni tipo di connessione col mondo esterno.

Ma non mi diedi per vinta, e tornai in carcere due settimane dopo con un nuovo programma, completo, riscritto da zero, in un linguaggio elementare, talmente semplice da essere capito perfettamente anche da chi aveva trascorso dentro una prigione quasi tutta la vita e un computer dal vivo non l’aveva mai visto.

Il corso fu un successo, l’anno dopo ebbi il triplo degli iscritti.

Tuttavia, il vero dono fu quello di aver riprogrammato il mio linguaggio. Ho detto addio ai tecnicismi, parlo con il cliente nella sua lingua, non lo devo confondere, non deve impazzire, non deve perdere il controllo di ciò che sta acquistando.

E il cliente ora è felice. Recensisce a raffica, ci consiglia agli amici. Vive un’esperienza configurata per lui.

 

Se non fossi andata in carcere, non avrei probabilmente mai capito che il web è un mondo in cui l’imprenditore va accompagnato con trasparenza, cautela, professionalità, sicurezza.