Blog2020-01-20T11:48:27+01:00

Il cliente inventa scuse… E tu ci guadagni

Quante volte hai sentito parlare, specie negli ultimi tempi, di Running, Workout, e attività affini? Tantissime. Lo so. Bene. Allora, nei centri commerciali, avrai notato che gran parte degli articoli nei reparti sport sono caratterizzati da un layout di colore giallo verde fluorescente, accostato al nero. I pesetti, le scarpe, i top giallo fluo… Non è un colore scelto a caso, e credimi, non si tratta nemmeno di una scelta prettamente legata a questioni di sicurezza (mi riferisco alla catarifrangenza eventuale). E ti prometto che questo non è un articolo come i soliti in cui un creativo disperato cerca di blaterare a vanvera citando la psicologia del colore, ma dietro le mie parole si cela un ragionamento ben preciso. Sono stata più volte ad osservare i comportamenti degli acquirenti che attraversano le corsie Sport dei centri commerciali, l’ho fatto in più posti, in più nazioni, e la radice del mio ragionamento non muta, anzi, si fortifica. Quando un utente, supponiamo una ragazza, e supponiamo non esattamente lo stereotipo dell’atleta assidua, passeggia tra gli scaffali delle attrezzature sportive, quasi sempre rallenta in prossimità dell’accostamento “nero+fluo”. Secondo te, perché questo accade? Mi sono messa anche ad ascoltare i loro discorsi, sì, proprio [...]

3 tipologie di professionisti da cui SCAPPARE se sei…

Se anche tu come la maggior parte dei miei clienti sei una persona a cui piace interagire con i propri fornitori, avere risposte fatte da persone in carne ed ossa quando fa delle domande, se hai bisogno di essere preso per mano e il tuo budget non può essere sacrificato in nessun modo, questo articolo potrebbe farti accapponare la pelle. Ho deciso di raccogliere in un unico testo i principali scenari di “lamentele” da cui sono scappati i miei clienti nel 2019. E per trovarne conferma, basta che faccia qualche ricerca online. Quando ho conosciuto queste persone, si trovavano in situazioni anche abbastanza critiche. Tra chi aveva perso tantissimi soldi, chi non sapeva nemmeno per cosa stesse pagando, chi non riusciva ad interagire con i propri consulenti Marketing e chi aveva tutti e tre questi problemi insieme, ho avuto l’occasione (ahimé) di stilare la classifica dei professionisti da cui ti consiglio di SCAPPARE se la tua azienda è ad un punto fermo nonostante tu stia mettendo tutto il tuo impegno e le tue risorse. Al terzo posto, l’elemento meno pericoloso dei 3…   3° Il Videomaker / Grafico che si improvvisa Marketer Ho postato la cronaca di questa vicenda anche [...]

User Experience: arma vincente o arma letale?

Oggi parleremo di User Experience. Se mi avessero chiesto: “Che cos’è la User Experience?” 3 anni fa, avrei risposto più o meno così: “Le percezioni e le reazioni di un utente che derivano dall’uso o dall’aspettativa d’uso di un prodotto, sistema o servizio”. Poi un giorno ho iniziato ad insegnare in carcere. Alla prima lezione, a cui mi presentai preparatissima, con un super glossario tecnico, sapevo tutto a memoria, nulla poteva andare storto, eppure… Nulla andò come previsto. E non per quei muri bianchi altissimi, le sbarre, le guardie… Non per tutto quel grigio e per il fatto che io sono una persona timida, tutt’altro che una formatrice (non so neanche io perché così tante tv e giornali mi intervistino), quanto perché successe una cosa. Concedimi di andare fuori tema per un attimo, poi tornerò sul pezzo e capirai perché è importante comunicarti questo concetto, e perché ora. Mi resi conto che tra le 25 persone che avevo davanti, c’erano ragazzi di 30 anni come uomini di 68. E per nulla a che fare con l’età, c’era il fatto che molti di loro non avevano nemmeno mai visto “dal vivo” uno smartphone, o preso un euro in mano. Come potevo [...]

La domanda più stupida che mi viene fatta

In questo articolo voglio approfondire un argomento che mi sta particolarmente a cuore, in quanto una delle domande che mi vengono poste più spesso è: "Perché non pubblichi mai analisi di brand famosi?". Ebbene, la risposta è semplice: non appartengo a nessuna delle due categorie di persone che si cimentano nelle sopracitate analisi. Sì, so che ti starai chiedendo: "E quali sarebbero queste due categorie?", quindi ti rispondo subito: La prima, quella che io personalmente seguo assiduamente sui Social e della quale ho grandissima stima e considerazione, è quella alla quale appartengono i professionisti che parlano con cognizione di causa, che fatturano milioni e/o sono in grado di far fatturare milioni alle aziende alle quali offrono le proprie consulenze. Da questa categoria di professionisti io studio quotidianamente, e sono ben felice di pagare i loro corsi anche svariate migliaia di euro a weekend, ben conscia del fatto che tre giorni trascorsi ad apprendere i loro insegnamenti hanno un valore inestimabile per me e di conseguenza per i miei clienti. La seconda, invece, è la categoria dalla quale mi dissocio e dalla quale penso di essere lontana anni luce (e non solo): sto parlando di tutti quei ragazzini alle prime armi [...]

Una delle bugie a cui hai sempre creduto e di cui ti pentirai

Forse riconosci l’immagine qua sotto, un fermo immagine che io stessa ho scattato con il mio cellulare, mentre guardavo il celeberrimo film "The Wolf of Wall Street". Dalle pettinature e dall’abbigliamento potrai notare che era il 1990 circa. Jordan Belfort, interpretato da Leonardo Di Caprio, va su tutte le furie quando legge il giornale, che parla della sua società di brokeraggio a Wall Street appellandola come disonesta e scrivendo che lo stesso Belfort è "un Robin Hood che ruba ai ricchi per dare a se stesso".La moglie, con molta calma, mentre fa colazione, cerca di tranquillizzarlo dicendogli: "Io so per certo che non esiste la cattiva pubblicità". Cosa c’è di sbagliato in questa frase? Niente. Non c’è niente di sbagliato perché siamo all’inizio degli anni ’90. La Stratton Oakmont è un’azienda che Belfort ha fondato nel 1989, epoca in cui il concetto di "l’importante è che se ne parli" poteva ancora avere senso, in un momento storico in cui gli imprenditori più audaci dicevano per telefono: "Ok, ti compro diecimila dollari di azioni" e una segretaria poteva sollevare una cornetta tramite cui, senza alcuna registrazione telefonica, si faceva dare gli estremi bancari per prelevare come se niente fosse i diecimila [...]