Blog2019-09-09T16:25:05+01:00

User Experience: arma vincente o arma letale?

Oggi parleremo di User Experience. Se mi avessero chiesto: “Che cos’è la User Experience?” 3 anni fa, avrei risposto più o meno così: “Le percezioni e le reazioni di un utente che derivano dall’uso o dall’aspettativa d’uso di un prodotto, sistema o servizio”. Poi un giorno ho iniziato ad insegnare in carcere. Alla prima lezione, a cui mi presentai preparatissima, con un super glossario tecnico, sapevo tutto a memoria, nulla poteva andare storto, eppure… Nulla andò come previsto. E non per quei muri bianchi altissimi, le sbarre, le guardie… Non per tutto quel grigio e per il fatto che io sono una persona timida, tutt’altro che una formatrice (non so neanche io perché così tante tv e giornali mi intervistino), quanto perché successe una cosa. Concedimi di andare fuori tema per un attimo, poi tornerò sul pezzo e capirai perché è importante comunicarti questo concetto, e perché ora. Mi resi conto che tra le 25 persone che avevo davanti, c’erano ragazzi di 30 anni come uomini di 68. E per nulla a che fare con l’età, c’era il fatto che molti di loro non avevano nemmeno mai visto “dal vivo” uno smartphone, o preso un euro in mano. Come potevo [...]

La domanda più stupida che mi viene fatta

In questo articolo voglio approfondire un argomento che mi sta particolarmente a cuore, in quanto una delle domande che mi vengono poste più spesso è: "Perché non pubblichi mai analisi di brand famosi?". Ebbene, la risposta è semplice: non appartengo a nessuna delle due categorie di persone che si cimentano nelle sopracitate analisi. Sì, so che ti starai chiedendo: "E quali sarebbero queste due categorie?", quindi ti rispondo subito: La prima, quella che io personalmente seguo assiduamente sui Social e della quale ho grandissima stima e considerazione, è quella alla quale appartengono i professionisti che parlano con cognizione di causa, che fatturano milioni e/o sono in grado di far fatturare milioni alle aziende alle quali offrono le proprie consulenze. Da questa categoria di professionisti io studio quotidianamente, e sono ben felice di pagare i loro corsi anche svariate migliaia di euro a weekend, ben conscia del fatto che tre giorni trascorsi ad apprendere i loro insegnamenti hanno un valore inestimabile per me e di conseguenza per i miei clienti. La seconda, invece, è la categoria dalla quale mi dissocio e dalla quale penso di essere lontana anni luce (e non solo): sto parlando di tutti quei ragazzini alle prime armi [...]

Una delle bugie a cui hai sempre creduto e di cui ti pentirai

Forse riconosci l’immagine qua sotto, un fermo immagine che io stessa ho scattato con il mio cellulare, mentre guardavo il celeberrimo film "The Wolf of Wall Street". Dalle pettinature e dall’abbigliamento potrai notare che era il 1990 circa. Jordan Belfort, interpretato da Leonardo Di Caprio, va su tutte le furie quando legge il giornale, che parla della sua società di brokeraggio a Wall Street appellandola come disonesta e scrivendo che lo stesso Belfort è "un Robin Hood che ruba ai ricchi per dare a se stesso".La moglie, con molta calma, mentre fa colazione, cerca di tranquillizzarlo dicendogli: "Io so per certo che non esiste la cattiva pubblicità". Cosa c’è di sbagliato in questa frase? Niente. Non c’è niente di sbagliato perché siamo all’inizio degli anni ’90. La Stratton Oakmont è un’azienda che Belfort ha fondato nel 1989, epoca in cui il concetto di "l’importante è che se ne parli" poteva ancora avere senso, in un momento storico in cui gli imprenditori più audaci dicevano per telefono: "Ok, ti compro diecimila dollari di azioni" e una segretaria poteva sollevare una cornetta tramite cui, senza alcuna registrazione telefonica, si faceva dare gli estremi bancari per prelevare come se niente fosse i diecimila [...]

Il segreto del Social Media Marketing LOW COST

Quando nel 2011 allo IED conseguivo il mio prestigioso Master in Marketing e Comunicazione che non mi sarebbe servito mai a NIENTE, dissi che Facebook sarebbe diventato uno strumento valido di Marketing per le aziende, mi guardarono male. Io avevo la mia partita iva da pochi mesi e gestivo una sola pagina non mia, per lavoro. Da allora ne ho gestite decine e decine, e credo di aver gestito in budget, tra i miei e quelli dei miei clienti, qualcosa come 300.000 euro. NESSUNO esercitava questa professione NESSUNO capiva come farci del Marketing vero E credimi se ti dico che ad oggi, nel senso stretto del termine, è cambiato davvero poco. Ti racconto una vicenda che mi è accaduta di recente. Devi sapere che i miei pacchetti social, partono da quello più economico (che prevede tanto lavoro per il mio cliente e una supervisione da parte mia) fino al più costoso, in cui il mio lavoro e quello dei miei colleghi è tanto, mentre quello del cliente è meno. Un giorno mi chiama una signora, che a tutti i costi voleva andassi da lei. Premetto che io, quando parliamo di pacchetti Social, a meno che non si tratti di casi [...]

24 anni, Oristano: avvia un eCommerce per…

Parliamo di un eCommerce di gioielli, che abbiamo realizzato sotto Natale. E no, il titolo non è un’esagerazione. Se non sei d’accordo con me ti invito a cercare un po’ di statistiche e verificare quanti imprenditori in media riescono ad ottenere gli stessi risultati di cui ti sto per parlare. La prima volta che ho sentito il nome di Veronica è successo questo: ero in ufficio con un cliente, termino, e un collaboratore mi dice: "Ha chiamato una ragazza, ha detto di avere bisogno di aiuto perché la vecchia Web Agency l’ha piantata in asso e rischia di perdere il sito e anche la mail aziendale, e non possono perdere la mail aziendale". Io ho pensato: "Ma cosa vuole da noi? Mica risolviamo problemi tecnici, tanto meno causati da altri!". Poi, due minuti dopo sono tornata in me, alla mia umiltà, e l’ho richiamata. Il problema (con non poca fatica) è stato risolto, e ora le caselle email vivono felici e contente. Ma il punto non è questo. Sono sempre rimasta in contatto con Veronica e con la sua famiglia. Meno di un anno fa hanno deciso di entrare nel mondo dell’eCommerce in un mercato difficile, in cui il prodotto [...]